La politica, quando guarda al bene comune, è una gran bella cosa

Abbiamo portato avanti una campagna elettorale cercando di parlare solo di contenuti, rispettando le opinioni diverse dalle nostre e provando a offrire una prospettiva di cambiamento radicale e realistica allo stesso tempo. Perché la cosa che più ci interessa non è far capire quanto siano scarsi o di destra gli avversari, ma riportare le persone a fare politica, per costruire assieme una società più libera e uguale, che rispetti le minoranze e si occupi innanzitutto dei più deboli.

Raccogliere voti dati con convinzione, anziché contro qualcuno o qualcosa, è un buon investimento sulla gestione da parte della collettività, ciascuno secondo le proprie piccole responsabilità, di quel bene comune chiamato Terra.

http://bit.ly/2teGAzd

28694046_10155918446666023_1991619973_o

 

Annunci

Lombardia al voto: le istanze della comunità LGBT*

Ho sottoscritto tutte le proposte programmatiche contenute nel documento elaborato da Arcigay Milano. perché le trovo pienamente coerenti con le mie posizioni e con quelle di Possibile (e Liberi E Uguali), con cui da tempo lavoriamo nella stessa direzione, sia sul matrimonio egualitario e le adozioni, sia sul contrasto all’omotransfobia e sull’educazione all’uguaglianza nelle scuole.

In generale, penso una cosa molto semplice: i diritti non sono favori da elargire, ma atti dovuti, anche se spesso conquistati faticosamente, che possono rendere migliore la nostra società. Non si tratta di togliere qualcosa a chi lo ha già, ma di dare pari dignità a tutte le persone, in coerenza con il dettato costituzionale, a partire dall’articolo 3.

Repubblica degli stagisti

Ho sottoscritto il “Patto per lo stage 2018” perché la precarietà lavorativa delle giovani generazioni è un danno per tutto il paese, perché sono convinto che il lavoro va pagato, altrimenti si chiama sfruttamento, perché – l’ho vissuto sulla mia pelle – gli uffici di job placement delle università pubbliche funzionano e devono essere dei punti di riferimento per chi, dopo gli studi, cerca lavoro.

Per ridare credito alla politica bisogna prendersi impegni concreti e rendere conto del proprio operato. Dimostrare insomma che è possibile cambiare in meglio la vita di tutte quelle persone che fanno fatica.

(Non nascondo un certo stupore nel constatare che tra i firmatari del patto ci sono candidate e candidati che, a livello nazionale, hanno sostenuto e sostengono politiche di precarizzazione e svalutazione del lavoro.)

La dieta del traffico

Per raggiungere gli obiettivi fissati dagli accordi di Parigi sul clima, dovremo lasciare sotto terra la maggior parte dei combustibili fossili di cui sappiamo di poter disporre: circa l’80% del carbone, la metà del petrolio e un terzo del gas.

Non si tratta di ambientalismo da hippies. Abbiamo davanti una sfida gigantesca e dobbiamo affrontarla ora per migliorare la qualità della vita di tutti, promuovendo investimenti che generino buona occupazione e incentivando stili di vita sostenibili.

Per questo ho sottoscritto il documento di documento di FIAB, per una Regione più a misura di persona.